E' di 105 milioni il numero di articoli contraffatti - prodotti falsificati e pericolosi, supporti pirata e capi made in Italy abilmente «taroccati» - intercettati dalla Guardia di Finanza nel corso del 2011. Le Fiamme Gialle hanno condotto circa 13 mila operazioni mirate, che hanno permesso allo Stato di sottrarre al giro dell'economia criminale un controvalore quantificabili, in circa 25 miliardi di euro. Complessivamente sono stati denunciati 11.198 falsari e di questi 121 sono stati arrestati in quanto affiliati ad organizzazioni criminali.
I numeri diffusi dal Comando Generale della Guardia di Finanza rilevano anche un cambiamento merceologico nella scelta dei prodotti da contraffare e da immettere sul mercato. Più della metà dei prodotti sequestrati non appartiene alla categoria degli articoli di pregio o dei capi firmati, bensì a quella degli articoli per la casa e per la scuola. Sembra che nulla riesca a sfuggire all'industria del falso: persino le figurine per gli album da calcio hanno il loro mercato parallelo. In tutti questi casi non c'è solo il rischio, per il consumatore, di ritrovarsi tra le mani un oggetto di scarsa qualità, ma anche quello di avere a che fare con materiale potenzialmente tossico, difettoso o comunque pericoloso. La casistica registrata è ampia e impressionante: giocattoli che si frantumano in pezzi molto piccoli, caffettiere che esplodono al contatto con la fiamma, saponi e detergenti irritanti per la pelle, rubinetti che rilasciano sostanze metalliche. Perfino articoli di pelletteria contaminati dal cromo esavalente.
Alla base di questi traffici ci sono organizzazioni criminali programmate e ramificate. Sono state riscontrate presenze di tipo mafioso e camorristico, soprattutto nel campo dell'abbigliamento contraffatto, ed è stata accertata anche la presenza della 'ndrangheta. C'è poi il capitolo della malavita cinese, che sfrutta l'immigrazione clandestina dei connazionali e che prospera sulla vendita d’ingenti quantitativi di merci vendute a basso costo dopo essere state prodotte da operai-schiavi costretti a trascorrere le loro esistenze all'interno di capannoni-prigione.
Fonte: Il Sole 24 Ore.it