La ricerca, il trasferimento della conoscenza e la proprietà industriale: le politiche dell’Unione europea e dell’Italia
Oggi e sempre più in futuro la competizione economica si gioca sulla capacità di produzione, appropriazione e gestione della nuova conoscenza. Da qui l’emergere del ruolo delle università e degli altri enti pubblici di ricerca e dei diritti di proprietà industriale nell’economia.
Le università in particolare favoriscono i processi innovativi grazie all’attività di ricerca ed alla formazione con le quali, con diverse modalità, si produce conoscenza. I diritti di proprietà industriale, invece, hanno la capacità di rappresentare il valore economico dell’innovazione e per questo sono alla base delle regole che governano le transazioni dei beni intangibili, i prodotti della nuova conoscenza.
La teoria economica distingue due componenti della conoscenza: la conoscenza pubblica che comprende gli elementi codificabili (in manuali, brevetti e altri documenti) e la conoscenza tacita incorporata nelle abitudini organizzative e nella competenza collettiva di un’impresa, di un’università o di un altro ente pubblico di ricerca. La conoscenza che può essere scambiata sul mercato utilizzando i diritti di proprietà industriale è solo la conoscenza pubblica. La conoscenza tacita invece non dovrebbe mai essere scambiata perché legata alle esperienze localizzate e collettive che i gruppi di lavoro sviluppano attraverso la produzione o l’attività di ricerca e rappresenta il cuore del vantaggio competitivo. È il know how. La sua protezione è difficile e complessa anche quando il know how è collegato strettamente a brevetti forti.
I diritti di proprietà industriale sono importanti non solo perché rappresentano la proprietà ed il valore patrimoniale dell’innovazione - e andando verso la piena realizzazione dell’economia della conoscenza l’abbinamento tra diritti e valore economico sarà sempre più frequente - ma perché offrono anche strumenti di tutela adeguati in caso di contraffazione.
Secondo la maggior parte degli economisti così come lo sviluppo delle moderne economie è legato all’introduzione del diritto di proprietà ed alla certezza dei contratti, la certezza e la tutelabilità dei diritti di brevetto, di marchio e disegno svolgeranno questa funzione di leva di sviluppo garantendo la certezza e l’affidabilità delle relazioni economiche all’interno dei mercati dell’economia della conoscenza. Per contribuire a pieno alla crescita dell’economia le università e gli altri enti pubblici di ricerca devono accompagnare la propria tradizione culturale con un approccio imprenditoriale capace di gestire il rischio derivante dalla trasformazione del risultato scientifico in innovazione a disposizione della società. Molte iniziative a livello di Unione europea e nazionale cercano di sostenere questa funzione della ricerca pubblica.