Contraffazione: Faq generali


1. Qual è il ruolo principale della DGLC-UIBM?
La Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi presidia un importante interesse pubblico che ha come scopo da un lato quello di proteggere il consumatore dai rischi connessi alla contraffazione, dall’altro quello di tutelare l’ordinato svolgimento del mercato e della concorrenza e quindi sostenere la competitività delle nostre imprese, con le corrispondenti positive ricadute sull’occupazione e sullo sviluppo economico in genere.

2. Che cosa è la contraffazione?
Contraffare significa in senso lato riprodurre un bene in modo tale che venga scambiato per l’originale. In relazione alla proprietà industriale significa più propriamente produrre, importare, vendere o impiegare prodotti o servizi coperti da un titolo di proprietà industriale (marchio, brevetto, disegno/modello) senza l’autorizzazione del titolare.
La contraffazione si presenta oramai come un fenomeno complesso che interessa tutti i settori economici, contraddistinto da un carattere sempre più transnazionale e con evidenti legami con il crimine organizzato. Da fenomeno antichissimo (sono stati ritrovati vasi e manufatti con sigilli falsificati risalenti all’antica Roma e all'antico Egitto), un tempo per lo più ricondotto a un livello artigianale, con piccole quantità di merci riprodotte grazie alla grande abilità del falsario, oggi la contraffazione ha assunto la dimensione di una vera e propria industria criminale, che analizza il mercato e si adatta alla domanda, muovendosi secondo dinamiche proprie delle imprese multinazionali, e sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

3. Che cosa si intende per merce contraffatta?
Per merce contraffatta, o counterfeit trademark goods, si intende il prodotto, incluso l’imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio commerciale identico a uno validamente registrato per lo stesso tipo di prodotto o, comunque, un marchio che non ne possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali (definizione Reg. (CE) n. 1383/2003).

4. Cosa viene contraffatto oggi?
Oggi si falsifica di tutto. La creatività dei falsari non conosce limiti e, contrariamente a un'opinione largamente diffusa, ovvero che i beni maggiormente contraffatti siano quelli voluttuari e di lusso, i cinque prodotti maggiormente contraffatti o piratati a livello mondiale sono gli oggetti in pelle, le sigarette, i giocattoli, i CD e DVD, nonché i tessili.

5. Quali sono i pericoli della contraffazione per il consumatore?
La contraffazione di determinati prodotti (si pensi ad esempio farmaci, tabacchi, alimentari, giocattoli e abbigliamento) è considerata un pericolo per il consumatore, in quanto, oltre al danno economico, potrebbe comportare rischi per la salute dello stesso (da allergie causate da tinture nocive su tessuti portati a contatto con il corpo, a malattie o addirittura morte per farmaci contraffatti, a danni anche gravi a causa di giocattoli fabbricati ad esempio con materiale infiammabile). Infatti, questi prodotti del mercato illecito, essendo fuori dal controllo di qualità delle imprese produttrici, sono fabbricati con materie prime di bassissima qualità che non aderiscono ai rigorosi standard  previsti e che creano spesso gravi danni al consumatore.

6. Cosa accade a un consumatore che acquista beni contraffatti?
Dal 2005 è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che, per l’acquirente finale di beni contraffatti, può arrivare a 7.000 euro.

7. E nel caso in cui l'acquirente sia un operatore commerciale?
Una sanzione più grave è prevista nel caso “l'acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall'acquirente finale”; in questo caso la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino a un milione di euro.
In taluni casi, chi acquista merce di sospetta provenienza può essere punito non solo con un'ammenda, ma anche con l'arresto fino a sei mesi , come sancisce l'art. 712 del Codice Penale.
Per i prodotti italiani, poi, esiste una particolare tutela giuridica: la Finanziaria del 2004 (Legge n. 350/2003, art. 4 comma 49), inasprita dalla cd. Legge Sviluppo (L. 99/2009), ha previsto infatti l'applicazione della sanzione penale prevista dall'art. 517 C.P. in materia di "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci" per chi importa, esporta e commercializza prodotti che riproducono falsamente la dicitura Made in Italy. Il D.L. 135/2009, convertito nella L. 166/2009, ha poi introdotto nuove misure per meglio tutelare i prodotti realizzati  interamente in Italia, per i quali, cioè, il disegno, la progettazione, la lavorazione e il  confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano (cd. 100% made in Italy).

8. Nel caso in cui il consumatore sia vittima di una frode da contraffazione a chi può rivolgersi?
Il consumatore può comunicare un’eventuale caso di contraffazione all’apposito Ufficio del Ministero dello Sviluppo Economico, che trasmetterà poi le informazioni alle competenti forze dell'ordine.
Questi i recapiti:
- tel. 06 4705 3800 attivo dalle 9.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi)
- fax 06 4705 5750
- email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

9. Che cosa si intende per merce usurpativa?
Diversamente dalle merci contraffatte, per merci usurpative, o pirated copyrights goods, si intendono quei prodotti che riproducono, senza il consenso del titolare del diritto o di una persona da questi autorizzata, prodotti protetti da diritti di proprietà intellettuale (definizione Reg. (CE) n. 1383/2003).   

10. E quali altre merci violano i diritti di privativa?
Più in generale, violano i diritti di proprietà intellettuale le merci che ledono diritti relativi a brevetti, modelli di utilità, indicazioni di provenienza geografica dei prodotti, disegni e modelli industriali, certificati protettivi complementari e nuove varietà vegetali.     

11. Cosa fare quando si è in possesso di banconote sospette di falsità?
Un soggetto che abbia dei dubbi sulla legittimità di una banconota in suo possesso non deve tentare di spenderla, perché tale comportamento costituirebbe un reato: deve invece farla esaminare da addetti agli sportelli delle banche ordinarie o degli uffici postali o delle filiali della Banca d’Italia. Infatti, non si tratta di contraffazione di marchio ma si configura un reato ad hoc disciplinato dagli artt. 454 C.P. e ss, Titolo VII - Delitti contro la fede pubblica, Capo I rubricato: “della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo”.  

12. Nel caso di alterazione di una polizza e di un contrassegno assicurativo si ravvisa un caso di contraffazione?
Questa non rientra nella fattispecie del reato di contraffazione di marchi ex artt. 473 e ss C.P. bensì si possono configurare due ipotesi di reatodistinte:
- Falsità materiale commesso da privato (artt. 477 e 482 C.P.)
- Uso di atto falso (art. 489 C.P.)
La prima ipotesi, quella prevista agli artt. 477 e 482 (falsità materiale commessa dal privato), fa riferimento alla possibilità che il possessore del documento alterato o addirittura contraffatto abbia concorso attivamente alla falsificazione.
La seconda ipotesi, quella prevista all'art. 489 (uso di atto falso) riguarda invece esclusivamente l'uso di un atto falso, alla cui formazione non abbia avuto parte l'utilizzatore, il quale però è perfettamente a conoscenza della sua falsità.
Se fosse dimostrato che per commettere il reato sia stato utilizzato un modulo o un documento originale di provenienza illecita, può ricorrere anche il reato di ricettazione previsto all'art. 648 C.P. ed eventualmente, qualora le generalità riportate sul documento contraffatto fossero di colui che avesse subito il furto, si procederà anche per il reato di sostituzione di persona (art. 494 C.P.).  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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