Osservatorio sulla contraffazione

La Direzione Generale per la lotta alla contraffazione - UIBM realizza una serie di indagini, studi e ricerche, anche in collaborazione con partner nazionali e internazionali per approfondire la conoscenza della contraffazione e mettere a punto strategie di previsione e contrasto nuove ed efficaci.

Di seguito  una sintesi dei principali filoni di ricerca attivati dalla Direzione Generale per l’analisi e la “quantificazione” della contraffazione in merito a:

  • l’impatto della contraffazione a livello macroeconomico (di Sistema-Paese) e microeconomico (consumatori, imprese, settori produttivi);
  • i sequestri di prodotti contraffatti compiuti in Italia;
  • il coinvolgimento della criminalità organizzata nella contraffazione;
  • le indagini sui consumi di prodotti contraffatti nonché sulle percezioni dei consumatori  e sui settori maggiormente colpiti dal fenomeno .
  • gli studi sulla quantificazione della contraffazione online e sulle caratteristiche che il fenomeno assume in ambiente Internet anche con riferimento al web 2.0.

 

Per approfondimenti e statistiche personalizzate accedere a:

www.uibm.gov.it/iperico


Studi CENSIS sulla contraffazione

 

- “Dimensioni, caratteristiche e approfondimenti sulla contraffazione. Rapporto finale"

Il rapporto “Dimensioni, caratteristiche e approfondimenti sulla contraffazione. Rapporto finale” pubblicato nel 2012 e redatto dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), in collaborazione e dietro committenza della DGLC-UIBM, è l'aggiornamento ed ampliamento di una precedente ricerca pubblicata nel 2009. Nell’edizione 2009 si offriva un ampio e dettagliato quadro dello scenario e delle dimensioni del fenomeno contraffattivo in Italia, un’analisi degli impatti a livello macroeconomico con una metodologia dell’ analisi di tipo “input/output”, e focus di analisi  nei principali  settori merceologici.  La nuova edizione  fornisce una stima del presunto “fatturato della contraffazione” in termini di consumi di prodotti contraffatti,  e dei relativi impatti di tipo macroeconomico, a livello aggregato ed in relazione a ciascun settore coinvolto, nel biennio 2008-2010. Oltre ad approfondire il valore economico e fiscale della contraffazione, nonchè l’attuale e rinnovato contesto normativo e istituzionale italiano, sviluppa una parte di approfondimenti settoriali (pelletteria e calzature, cosmetici e design). Fa inoltre un’analisi della domanda attraverso lo strumento dei  focus group, ritenuto lo strumento più idoneo per individuare il vissuto sociale dell’acquisto dei prodotti contraffatti. In particolare sono stati realizzati tre focus group in tre grandi città italiane (Milano, Roma e Napoli), selezionando solo acquirenti di merce contraffatta, volti a indagare la dimensione pubblica e privata del fenomeno contraffazione visto da chi ne fruisce. Dai focus group è emerso in particolare che a seconda della tipologia della merce contraffatta e della  città cambiano le strategie di acquisto dei consumatori. Si è cercato inoltre di individuare, oltre alle motivazioni, le sensazioni dell’acquirente per ricercare gli elementi di dissuasione all'acquisto.

Per saperne di più :

Dimensioni, caratteristiche e approfondimenti sulla contraffazione - Rapporto finale (2012)

COUNTERFEITING: SCOPE, CHARACTERISTICS AND IN-DEPTH ANALYSES OF THE PHENOMENON - Final report

 -  "Mise-Censis: dimensione, caratteristiche e approfondimenti" (settembre 2014)

Martedì 30 settembre,  nella sede del  Senato della Repubblica,  Palazzo Giustiniani - Sala Zuccari, è stato presentata la ricerca MISE–CENSIS : LA CONTRAFFAZIONE: DIMENSIONI, CARATTERISTICHE E APPROFONDIMENTI 

Anche quest’anno la Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Censis, si è interrogata sui danni economici, fiscali, sociali della contraffazione in un Paese che fa del «made in» uno dei suoi punti di forza. Oltre alle stime sul mercato del falso, sono stati presentati i risultati di un’indagine sulle azioni che i soggetti territoriali di rappresentanza e le imprese mettono in atto per tutelarsi e su quello che si potrebbe fare per arginare il fenomeno.

La pubblicazione, edita dal Ministero dello Sviluppo Economico, può essere ritirata presso la Direzione Generale in Via Molise 19, previa richiesta a:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per saperne di più

- Rapporto Contraffazione 2014 ( Censis/DGLC-UIBM Pubblicazione completa)

- sintesi del Rapporto Contraffazione 2014

 

- "I Giovani e il mercato del Falso"- DGLC-UIBM in collaborazione con CENSIS

Nell'ambito di un nuovo progetto elaborato e realizzato dalla DG Lotta alla Contraffazione- UIBM  del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Censis, nel 2014 si è conclusa un’ulteriore indagine sulle dimensioni e le caratteristiche della contraffazione in Italia. La ricerca, che sarà pubblicata a breve, rappresenta il completamento del precedente studio (2012): parte da un aggiornamento ed un approfondimento della stima del fatturato della contraffazione e del suo impatto sulle principali variabili di carattere macroeconomico, per poi indagare ed approfondire i comportamenti e le opinioni delle imprese e dei giovani. In particolare all'interno della ricerca si dedica ampio spazio al rapporto dei giovani con la marca e con il falso, al valore delle opere dell’ingegno, alla propensione alla trasgressione; nella consapevolezza che per arginare l’acquisto di merce falsa occorrerebbe intervenire con una grande opera di sensibilizzazione e di educazione sin dalla più giovane età.  

In allegato i risultati della ricerca quali-quantitativa sui giovani (estratto dalla pubblicazione in corso di stampa), presentati il 12 maggio in un seminario di approfondimento a Napoli (http://www.uibm.gov.it/index.php/i-marchi-50/media-e-comunicazione-dirgen/news-dir-gen/2007555-12-05-2014-napoli-i-giovani-e-il-mercato-del-falso-seminario-di-approfondimento

 

Per saperne di più :

Risultati della ricerca quali-quantitativa sui giovani  (estratto dalla pubblicazione)

 

Rapporto IPERICO

Il Rapporto IPERICO, “La Contraffazione in cifre: la lotta alla contraffazione in Italia nel quadriennio 2008-2011”, è una pubblicazione periodica frutto del risultato delle attività di progettazione, implementazione e aggiornamento della banca dati IPERICO ed analizza i dati nazionali dell’attività di contrasto alla contraffazione da parte delle autorità preposte, in termini di numero di sequestri, quantità sequestrate e stima del loro valore economico. I dati sono riclassificati in base alla tipologia di illecito associata al sequestro, alle categorie merceologiche dei beni, alla localizzazione geografica e al Corpo o Ente che ha eseguito il sequestro.

La pubblicazione rappresenta uno strumento di conoscenza utile per meglio definire le strategie di contrasto al mercato del falso, grazie a una visione estesa e globale del fenomeno.

Nel giugno 2013 è stato pubblicato on-line, al link www.uibm.gov.it/iperico, un dossier sul Valore che illustra la nuova metodologia adottata in IPERICO per la stima del valore economico dei prodotti sequestrati, finalizzata ad un miglioramento qualitativo e ad un adeguamento nel tempo dei  valori unitari stimati.
 
A luglio 2013 è stato pubblicato altresì un focus di analisi sui ricambi auto e moto

A giugno 2014 è stato pubblicato il Rapporto IPERICO 2014: La lotta alla Contraffazione in Italia nel settore Agroalimentare 2009-2012 


Per saperne di più:

 

Ricerca UNICRI su contraffazione e criminalità organizzata

La ricerca, “La contraffazione come attività gestita dalla criminalità organizzata transnazionale: il caso italiano” in collaborazione con UNICRI, l'Istituto interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia, che ha nella sua stessa mission la ricerca applicata sui temi della criminalità organizzata, muove dallo studio dei dati internazionali sul traffico di merce contraffatta delinea un quadro completo del fenomeno italiano, comprensivo delle implicazioni della ciminalità organizzata anche straniera. 

Grazie alla collaborazione, con UNICRI, la DGLC-UIBM ha acquisito dati sul coinvolgimento della criminalità organizzata, italiana e transnazionale, nel commercio illegale di prodotti contraffatti in Italia e sulle direttrici in ingresso e in uscita di tali traffici, gestiti dai gruppi criminali.
La ricerca, finalizzata ad ottenere una mappatura del crimine organizzato coinvolto in Italia nella contraffazione, e si fonda sull'analisi di documenti giudiziari, alcuni dei quali ancora sotto segreto  istruttorio. A seguito dei risultati ottenuti dalla mappatura del coinvolgimento del crimine organizzato nei reati di contraffazione, è stato realizzato un ulteriore studio finalizzato ad analizzare la possibilità di supportare la lotta alla contraffazione attraverso il riutilizzo dei beni confiscati alle “mafie” dedite a tali attività, per finalità di sostegno allo sviluppo economico e promozione della proprietà intellettuale in territori altamente penalizzati dalla presenza di questi gruppi criminali. L’azione della DGLC-UIBM in ambito Nazioni Unite ha anche condotto, in coordinamento con la Rappresentanza diplomatica italiana a Vienna, all'approvazione di una Risoluzione della Commissione crimine e giustizia, approvata da tutti gli Stati Membri, che per la prima volta introduce il tema del traffico di prodotti contraffatti tra le materie oggetto di studio quale crimine emergente.

 

Evento correlato: 

16/17 Giugno: Roma, presentazione ricerca Mise-Unicri

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Indagine “La percezione della contraffazione tra i consumatori”

Nel 2010 la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - UIBM ha affidato alle Associazioni dei Consumatori, cofirmatarie di uno specifico protocollo d’intesa, la realizzazione di una ricerca su “La percezione della contraffazione tra i consumatori”, con l’intento di indagare su:

  • la dimensione del fenomeno
  • le modalità e i canali di acquisto di prodotti contraffatti
  • le tipologie di prodotti maggiormente acquistati
  • la consapevolezza dei rischi personali che si corrono e dei danni economici causati da questo tipo di acquisti.


L’indagine quali-quantitativa è stata articolata in due fasi.

La prima è stata svolta tra dicembre 2010 (in modo da studiare le  abitudini degli acquirenti nel periodo natalizio) e gennaio 2011 (così da rilevare i dati sulle  modalità di acquisto in tempo di saldi). Ha coinvolto un  campione di 4.000 persone tramite interviste telefoniche CATI (Computer Assisted  Telephone Interviews). Dall’inchiesta è emerso che:

  • solo il 14,65% del campione si è dichiarato acquirente di prodotti contraffatti
  • il 90% del campione sa che comprare prodotti contraffatti è un reato
  • quasi il 73% degli acquirenti mostra tuttavia uno scarso senso civico, dichiarando di non sentirsi in colpa nei confronti del fisco, né per aver alimentato gli interessi della malavita organizzata, né per aver danneggiato l'economia
  • i prodotti contraffatti più acquistati sono capi di abbigliamento e accessori, prevalentemente su bancarelle, da ambulanti e “vu cumprà”
  • il prezzo è il principale stimolo all'acquisto del contraffatto (il 91,4% lo dà come primo o secondo motivo)
  • l'acquirente dichiara di non trovare una significativa differenza di qualità con l'originale: il 71,2% dichiara anzi che è soddisfatto di ciò che ha comprato e che ripeterà la scelta.


Nel corso del 2012 si è svolta la seconda fase dell’indagine conoscitiva. Sono state effettuate 1.200 interviste telefoniche CATI a un campione rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica e ampiezza demografica. Si è rilevato che:

  • la percentuale di intervistati che ha ammesso l’acquisto di prodotti contraffatti, pari al 30,6% del campione, continua a essere in difetto rispetto a quanto comunemente percepito; se risulta più elevata rispetto al corrispondente dato rilevato nella prima fase, ciò è dovuto al fatto che il secondo questionario è stato volutamente strutturato in modo più discorsivo e meno inquisitorio, al fine di superare le reticenze riscontrate
  • quasi il 96% degli Italiani è a conoscenza che i prodotti contraffatti possono essere dannosi per la salute
  • l’abbigliamento e gli accessori (23,2%) sono risultate le categorie di prodotti contraffatti  maggiormente acquistate: ciò è spiegabile perché in questi settori è più facile avere la coscienza di acquistare un prodotto contraffatto sia a causa della notorietà dei marchi contraffatti sia a causa dell’altissimo prezzo degli originali. Invece nelle categorie alimentare, cosmetici e giocattoli è più facile che l’acquisto avvenga in modo inconsapevole a causa della non conoscenza profonda del mercato originale
  • il motivo economico (prezzo conveniente) domina fortemente tra le cause di acquisto di questi prodotti (79,8%) anche se, in un periodo di forte crisi economica, ben il 21,5% dichiara di aver avuto bisogno di quel prodotto

in generale i prodotti contraffatti tradiscono le aspettative degli acquirenti sia in termini di qualità, che di rapporto qualità/prezzo, nonché di durata.

 

Per saperne di più: Indagine sulla percezione dei consumatori rispetto alla contraffazione

 

Indagine Unioncamere sulla contraffazione nei settori calzaturiero e dell’occhialeria

Nel dicembre 2011 l’Unioncamere, nell’ambito delle attività previste nella convenzione siglata con la DGLC-UIBM, ha presentato un’indagine conoscitiva sulla percezione del fenomeno della contraffazione in Italia da parte dei consumatori (1.000 interviste a campione) e delle imprese (1.000 interviste a campione, ambiti produzione e commercio), con focus su occhialeria e calzaturiero, due settori produttivi in cui si riscontra un significativo numero/valore di prodotti contraffatti sequestrati ogni anno e possibili effetti negativi sulla salute e sulla sicurezza dei consumatori. L’obiettivo dell’indagine è stato quello di:

  • conoscere la percezione della diffusione del fenomeno della contraffazione presso i consumatori, le aziende produttrici e nell’ambito del commercio
  • valutare la rilevanza percepita in termini di perdita di fatturato, misure adottate per contrastare il fenomeno e loro efficacia
  • valutare il rapporto dei produttori con i sub fornitori
  • valutare l’atteggiamento del consumatore sull’acquisto o meno di beni contraffatti e effettuare un esperimento di valutazione quantitativa degli acquisti
  • conoscere il parere sulle misure adottate a livello istituzionale per contrastare il fenomeno.

 

Per saperne di più: Indagine sul fenomeno della contraffazione: focus calzature e occhiali

 

 

Studio sulla contraffazione via Internet nei settori calzature e occhiali

È un progetto di ricerca pilota realizzato nel 2013 e finalizzato a stimare il fenomeno della contraffazione online intesa come contraffazione di marchi. Esso ha riguardato l’individuazione di una metodologia e degli strumenti informatici utili a fornire una stima del fenomeno a livello aggregato (ossia di settore) e l’applicazione di questa metodologia e di questi strumenti a due settori specifici - calzature e occhiali – evidenziando per gli stessi le logiche e le dinamiche che caratterizzano la contraffazione in ambiente internet.

Allegato:  Studio sulla contraffazione web nei settori calzature e occhiali

                 Slide studio sulla contraffazione web nei settori calzature e occhiali

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