Indagine tra i consumatori

Nel 2010 la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - UIBM ha affidato alle Associazioni dei Consumatori, cofirmatarie di uno specifico protocollo d’intesa, la realizzazione di una ricerca su “La percezione della contraffazione tra i consumatori”, con l’intento di indagare su: 

  • la dimensione del fenomeno
  • le modalità e i canali di acquisto di prodotti contraffatti
  • le tipologie di prodotti maggiormente acquistati
  • la consapevolezza dei rischi personali che si corrono e dei danni economici causati da questo tipo di acquisti.

L’indagine quali-quantitativa è stata articolata in due fasi.

La prima è stata svolta tra dicembre 2010 (in modo di studiare le abitudini degli acquirenti nel periodo natalizio) e gennaio 2011 (così da rilevare i dati sulle modalità di acquisto in tempo di saldi). Ha coinvolto un campione di 4.000 persone tramite interviste telefoniche CATI (Computer Assisted Telephone Interviews). Dall’inchiesta è emerso che:

  • solo il 14,65% del campione si è dichiarato acquirente di prodotti contraffatti
  • il 90% del campione sa che comprare prodotti contraffatti è un reato
  • quasi il 73% degli acquirenti mostra tuttavia uno scarso senso civico, dichiarando di non sentirsi in colpa nei confronti del fisco, né per aver alimentato gli interessi della malavita organizzata, né per aver danneggiato l'economia
  • i prodotti contraffatti più acquistati sono capi di abbigliamento e accessori, prevalentemente su bancarelle, da ambulanti e “vu cumprà”
  • il prezzo è il principale stimolo all'acquisto del contraffatto (il 91,4% lo dà come primo o secondo motivo)
  • l'acquirente dichiara di non trovare una significativa differenza di qualità con l'originale: il 71,2% dichiara anzi che è soddisfatto di ciò che ha comprato e che ripeterà la scelta.

Nel corso del 2012 si è svolta la seconda fase dell’indagine conoscitiva. Sono state effettuate 1.200 interviste telefoniche CATI a un campione rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica e ampiezza demografica. Si è rilevato che:

  • la percentuale di intervistati che ha ammesso l’acquisto di prodotti contraffatti, pari al 30,6% del campione, continua a essere in difetto rispetto a quanto comunemente percepito; se risulta più elevata rispetto al corrispondente dato rilevato nella prima fase, ciò è dovuto al fatto che il secondo questionario è stato volutamente strutturato in modo più discorsivo e meno inquisitorio, al fine di superare le reticenze riscontrate
  • quasi il 96% degli Italiani è a conoscenza che i prodotti contraffatti possono essere dannosi per la salute
  • l’abbigliamento e gli accessori (23,2%) sono risultate le categorie di prodotti contraffatti maggiormente acquistate: ciò è spiegabile perché in questi settori è più facile avere la coscienza di acquistare un prodotto contraffatto sia a causa della notorietà dei marchi contraffatti sia a causa dell’altissimo prezzo degli originali. Invece nelle categorie alimentare, cosmetici e giocattoli è più facile che l’acquisto avvenga in modo inconsapevole a causa della non conoscenza profonda del mercato originale
  • il motivo economico (prezzo conveniente) domina fortemente tra le cause di acquisto di questi prodotti (79,8%) anche se, in un periodo di forte crisi economica, ben il 21,5% dichiara di aver avuto bisogno di quel prodotto

in generale i prodotti contraffatti tradiscono le aspettative degli acquirenti sia in termini di qualità, che di rapporto qualità/prezzo, nonché di durata.


Per saperne di più: Indagine sulla percezione dei consumatori rispetto alla contraffazione

 

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