I danni ai cittadini

La contraffazione procura danni non solo al sistema produttivo, all’immagine del made in Italy e all’economia del Paese, ma presenta ripercussioni negative anche nella vita dei singoli cittadini e delle famiglie, in termini di sicurezza sociale, rischi per la salute, riduzione delle opportunità di lavoro, ecc.

Meno contraffazione = più qualità, più garanzie, più durata dei prodotti
Acquistare un prodotto a un prezzo molto basso può sembrare un affare ma quasi sempre è indice di scarsa qualità; per risparmiare qualche euro si compra un prodotto che vale molto meno di quel poco che costa, dura meno, è privo di garanzie e pertanto non rimborsabile.

Meno contraffazione = meno rischi per la salute
I prodotti contraffatti possono mettere seriamente  a rischio la salute di chi li usa, perché sono realizzati senza rispettare alcuna norma di sicurezza: basti pensare agli alimenti, ai farmaci, ai giocattoli o ai ricambi per veicoli; ma anche all’abbigliamento, l’occhialeria o la cosmesi. Un giocattolo o un’apparecchiatura elettrica non a norma, un medicinale privo del principio attivo, una parte di ricambio non funzionante, un capo tinto o conciato con prodotti tossici possono arrecare danni anche gravissimi a sé e ai propri cari. La salute deve valere sempre più dell’illusione di spendere meno.

Meno contraffazione = più occupazione
L’industria del falso tende a produrre un elevato danno sociale e occupazionale perché spesso sfrutta il lavoro minorile e quello dei soggetti più deboli e bisognosi, che vengono impiegati “in nero” senza rispettare le norme assistenziali e previdenziali: senza la contraffazione ci sarebbero oltre 100 mila posti di lavoro regolari in più.

Meno contraffazione = più sicurezza sociale
La contraffazione favorisce la criminalità organizzata: i ricavi ottenuti dal mercato del falso (secondi solo a quelli derivanti dal traffico di stupefacenti) vengono reinvestiti in altre attività illecite quali abusivismo edilizio, droga, traffico d’armi ecc.

Meno contraffazione = più servizi sociali
Un prodotto falso sottrae risorse alla comunità. Chi produce merce contraffatta non paga l’IVA o altre imposte sui redditi; anche la commercializzazione di tale merce avviene attraverso circuiti paralleli a quelli convenzionali, in totale evasione delle imposte dirette e indirette. Una perdita di miliardi di euro per le casse dello Stato, che potrebbero essere utilizzati per ridurre le tasse e aumentare i servizi sociali.

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