Contrasto all’Italian Sounding

Il patrimonio agroalimentare italiano è unico al mondo per qualità ed assortimento. La cultura gastronomica e i prodotti agroalimentari italiani sono famosi ed apprezzati dai consumatori di molti paesi. Come conseguenza di questa popolarità, è cresciuta via via negli anni un’economia parallela che, sottraendo quote di mercato ai prodotti tutelati, determina pesanti danni alle aziende italiane. Tale fenomeno, è conosciuto come “Italian Sounding”, ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese. Esso rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare.
A livello mondiale, il giro d’affari annuo dell’Italian Sounding è stimato in circa 54 miliardi di euro l’anno (147 milioni di euro al giorno), comunque oltre il doppio dell’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23 miliardi di euro). Quindi, almeno due prodotti su tre commercializzati all’estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese.
Le aziende estere che utilizzano impropriamente segni distintivi e descrizioni informative e promozionali che si rifanno in qualche modo al nostro Paese, adottano tecniche di mercato che inducono il consumatore ad attribuire ai loro prodotti caratteristiche di qualità italiana che in realtà non posseggono, concorrendo slealmente nel mercato ed acquisendo un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza non solo italiana.
In Italia vigono regole rigide sulla produzione agroalimentare, il cui obiettivo è quello di tutelare l’alta qualità dei prodotti oltre che la salute dei consumatori. “Made in Italy”, quindi, sta ad indicare non solo un prodotto di qualità, ma anche un prodotto sicuro. Gli altri prodotti, apparentemente italiani, non possono, in principio, ritenersi comunque tali.
La DGLC-UIBM, in collaborazione con Federalimentare, si è occupata nel periodo 2011 - 2013 di due progetti volti a contrastare il fenomeno dell’Italian Sounding.
Il primo progetto iniziato nel mese di giugno 2011 ha avuto come destinazione il Canada, in occasione della partecipazione dell’Italia alla manifestazione “SIAL” (Toronto). Tale progetto, finalizzato a promuovere e valorizzare i prodotti della filiera agroalimentare di origine italiana, educando il consumatore finale a riconoscere l’origine e la differenza di qualità del prodotto nazionale, si è protratto fino al mese di giugno 2012 attraverso la realizzazione di “azioni promozionali” presso i punti vendita della Grande distribuzione (GDO) ed una “campagna pubblicitaria” presso le principali città: Montreal e Toronto.
Il secondo progetto, motivato dalla positiva esperienza canadese, è stato attuato in Russia nel 2013. La scelta di tale Paese è stata dettata dal crescente interesse di tale mercato nei confronti dell’industria alimentare italiana, a seguito del sempre maggiore apprezzamento da parte del consumatore russo nei confronti della qualità dei nostri prodotti. Tale progetto ha, in particolare, visto la partecipazione della Direzione Generale al Prodexpo, Salone Internazionale di Prodotti Alimentari, Bevande e Materie prime che si è tenuto a Mosca nel mese di febbraio 2013. In tale occasione, oltre a promuovere l’immagine dei prodotti originali italiani, sono stati realizzati seminari informativi ad opera dei più rinomati chef di ristoranti italiani a Mosca, per educare il consumatore russo a riconoscere l’originale prodotto enogastronomico con l’intento di contrastare il fenomeno imitativo dei prodotti alimentari italiani. Nell’occasione sono state anche organizzate delle serate dedicate alla cucina tipica italiana presso i più rinomati ristoranti locali.    

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