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È stato presentato il 23 marzo al Parlamento europeo dal Direttore esecutivo EUIPO lo studio "I cittadini europei e la proprietà intellettuale: percezione, consapevolezza e comportamenti". Si tratta di un aggiornamento dello studio realizzato nel 2013 dalla stessa agenzia europea su un campione di cittadini residenti negli Stati Membri dai 15 anni in su, finalizzato ad indagare la loro percezione della PI e il loro atteggiamento rispetto alla necessità della tutela, ma anche a verificare i loro effettivi comportamenti. Nel 2013 la stragrande maggioranza degli intervistati riteneva importante che gli inventori e i creativi potessero proteggere le loro idee e che potessero essere remunerati per esse, ma nel contempo adottavano atteggiamenti e comportamenti dissonanti, per esempio giustificando l’acquisito di prodotti contraffatti e facendovi ricorso.

Lo stesso schema di atteggiamenti e comportamenti si ravvisa in questa seconda edizione dell'indagine, condotta intervistando 26.555 cittadini della UE, con alcune novità. In particolare, sebbene confermata nel complesso la percentuale di coloro che ritengono importante il ruolo della PI e la sua protezione (97%), sembra aumentata la tolleranza nei confronti della contraffazione tra i cittadini nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, con un 15% di costoro (9 punti percentuali in più rispetto al 2013) che ha dichiarato di aver comprato intenzionalmente un prodotto contraffatto negli ultimi 12 mesi.

Aumenta invece la percentuale di cittadini che hanno fruito di contenuti online da fonti legali (27% di tutti gli intervistati, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2013). Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni la percentuale è pari al 41%, con un aumento di 8 punti rispetto al 2013.

L'Italia è in linea con la media europea per quanto riguarda la percentuale di cittadini che ritengono importante tutelare la proprietà intellettuale consentendo così agli inventori e agli innovatori di essere remunerati per i propri sforzi. Più elevata è invece la percentuale di italiani (91%, +13 rispetto alla media europea) che ritengono che comprare prodotti contraffatti danneggi le imprese e i posti di lavoro.

Si equivalgono le percentuali di coloro che hanno comprato prodotti contraffatti e  che hanno scaricato o fruito in streaming contenuti da fonti illegali (pari al 7% in entrambi i casi). Il 48% degli italiani che hanno comprato contraffatto ha dichiarato che non lo farebbe più se ci fossero delle alternative più a buon mercato (15 punti percentuali in meno della media europea). Stessa dichiarazione da parte di coloro che hanno fruito di contenuti online illegalmente, ma in una percentuale più elevata (67% degli acquirenti di contenuti illegali, pari a 4 punti percentuali in meno rispetto alla media europea).

L'83% degli intervistati italiani comunque ha dichiarato di preferire le piattaforme autorizzate per accedere ai contenuti online, in ciò in linea con la media europea.

Lo studio è disponibile sul sito dell'Osservatorio europeo sulle violazioni della proprietà intellettuale (in inglese l'intero studio, in italiano la sintesi e le infografiche):

https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/web/observatory/home

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